Meditazione Giovanni 1,1-5
La Bibbia comincia con la Genesi, la creazione del mondo; l'Evangelo è l'annunzio della nuova creazione: l'una e l'altra sono opera della Parola creatrice di Dio.
La Parola: in tutta la Bibbia è lo strumento col quale Dio comunica la sua volontà, annuncia i suoi piani, annuncia la sua legge.
È dunque parola efficace, parola che compie un'azione: ecco perché in alcune traduzioni "Parola" è sostituita da "Verbo": "In principio era il Verbo…" e qualcuno scherzandoci, anche con un po' di amarezza nell'osservare i comportamenti umani, ha continuato " In principio era il Verbo…ma poi vennero certi soggetti!"
La Parola: verbo che è azione, dunque, e che soprattutto CREA, che è sorgente di vita.
È da notare, appunto, che gli ebrei attribuiscono il verbo "creare" esclusivamente a Dio perché unica sorgente di vita: l'essere umano può fare, elaborare, costruire, compiere, realizzare…ma non creare dal nulla e dare vita, anzi, molte volte non soltanto l'essere umano non fa nulla di buono e di positivo, ma è addirittura facitore di morte.
Però, devo dirvi la verità, non credo sia giusto, dopo aver costatato questo, annullare totalmente l'opera umana etichettandola come peccaminosa, malvagia.
Siamo pur sempre creature di Dio, Dio stesso si è fatto umano in Gesù, e pertanto siamo e dobbiamo essere capaci di fare qualcosa di buono, di costruttivo.
Siamo, evvero, dei 'soggetti' anche a modo nostro, ma quando recuperiamo positivamente quella soggettività in funzione dell'altro o dell'altra allora davvero rispettiamo e facciamo risplendere il nostro essere "immagine di Dio".
C'è chi fa del volontariato, chi lavora mettendo a disposizione i propri doni nella comunità dei credenti, chi fa attività politica con senso etico e responsabilità…
Le nostre attività sono molte e diverse fra loro, e differenti sono gli interlocutori e i luoghi in cui esprimiamo il nostro impegno.
Tutto ciò è una ricchezza per le nostre Federazioni (di chiese, di giovani, di donne) e per la società più in generale: tuttavia il rischio è che la ricchezza delle nostre esperienze personali possa trasformarsi in frammentazione.
Infatti, non è detto che quando ci incontriamo, anche in occasioni come un convegno o il culto domenicale, ci capiamo: è possibile che le parole che usiamo significhino per chi parla e per chi ascolta cose molto diverse. Specie quando, e siamo bravi a notarlo, le parole restano parole e non si traducono in azione, che cristianamente noi definiamo TESTIMONIANZA che altro non è che AGIRE INSIEME le parole della fede.
Agire insieme…: 'è una parola!'
Quante volte entriamo in conflitto proprio per i differenti modi di vivere la nostra fede; quante volte questo conflitto dura nel tempo e si inasprisce invece che essere mediato e affrontato in maniera costruttiva.
L'azione, sorelle e fratelli, si coniuga al plurale e presuppone il fatto che persone uguali nei diritti e distinte nella reciproca alterità si incontrino in uno spazio e in un tempo comune.
Agire insieme vuol dire manifestare chi si è, mostrare la nostra identità, giovani adulti anziani, in un rapporto paritario intrecciando le nostre storie.
Agire insieme, perciò, è anche capacità di dare inizio a qualcosa di nuovo, a nuove relazioni, a nuove storie, anche a un'umanità nuova!
Un'umanità non diversa da quelle che siamo già, ma un'umanità nella quale le persone diventano donne e uomini.
Questo cambiamento avviene imparando a vivere insieme ad altre persone senza stravolgere la nostra umanità a favore di una diversa.
Dio in Cristo diventa uomo (la Parola fatta carne) perciò non ci viene chiesto altro che diventare donne e uomini: Dio non ha fatto altrimenti.
"Come Cristo prende forma fra noi oggi e qui?" si chiedeva Bonhoeffer. E continuava dicendo "Chi vede Gesù Cristo vede Dio e il mondo. Conoscere e non disprezzare l'uomo reale è cosa possibile grazie al fatto che Dio è diventato uomo. Da Gesù Cristo trae origine la conformazione di un mondo riconciliato in Dio."
Sorelle e fratelli, amici e amiche, nell'umanità che già siamo riconosciamo un'umanità parziale ma ricca, che cade e si rialza (e pernso, per esempio, con gioia al risultato degli ultimi referendum!), che ha paura ed è coraggiosa, eppure è un'umanità con la quale Dio si è riconciliato.
Iniziamo, perciò, o continuiamo a raccontare la nostra storia, viviamo e condividiamo questa narrazione con gli altri, agiamo insieme, mediamo i conflitti, diveniamo un'umanità nuova, rinnoviamoci, convertiamoci vivendo pienamente l'annuncio del Regno di Dio.
Prendiamo la parola. Ma lasciamo che la Parola prenda noi per essere la luce del mondo. Amen!