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marginia
la bustina di Virginia



 

 

 

 

 

 

 Anch'io... 

I have a dream!

 

 

 

"A man can't ride
on your back unless
it's bent."
Nessuno monterà
sopra di noi
se prima non avremo piegato la schiena. 

(Martin Luther King)



 

 

 

 











A coloro che "Perchè noi no se altrove ce le hanno?" dico che l'obiettivo è che man mano siano dismesse in modo da limitare sempre più e ovunque il danno. A coloro che "L'energia alternativa non soddisfa il fabbisogno!" dico che è necessario proprio ridurre gli inutili consumi e che noi siamo capaci di credere e lavorare per un sogno. A coloro che "Nella mia regione no, ma altrove sì." dico che l'aria e il terreno non sono divisi per comparti ermetici e che davvero non si può essere ignoranti così! A coloro che "Ma se in Puglia avete la centrale elettrica a carbone!" dico che, come l'ILVA, deve urgentemente riconvertirsi e che sono educata e perciò non concludo dando loro del "c......e"!


 

 

 

Le menti creative sono da sempre note
per la capacità
di sopravvivere
anche ai peggiori
sistemi educativi

(Anna Freud)

 

SOCIETA'
13 aprile 2012
Taccio

Taccio
perchè io non faccio
Taccio
non per qualche laccio
Taccio
così di più piaccio
e, dunque, sai cosa faccio?
Taccio.




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POLITICA
26 dicembre 2011
Reminisc(i)enze

Le manovre finanziare degli ultimi anni
non fanno altro che fare danni:
per la crescita si taglia,
ma di certo si sbaglia.







E così le mie scolastiche reminiscenze
mi fanno ricordare il programma scienze:
questa, infatti, è una manovra
platelminta...
ma per noi la crescita è del tutto finta!





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16 novembre 2011
E...
visto che in TV non si fa altro che cucinare (anche le notizie!) un "Mari-e Monti" ci voleva proprio!
Dal 'Fornero' sembrano venire Profumo di nuovo e Bocconi buoni! 
Ma finchè la Barca va... si spera soltanto di non rimanere più Gnudi di quello che siamo anche perchè i Climi stanno cambiando e fa sempre più freddo.
(Dovremo votarci a Sant'Agata, patrona di Catania?)

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SOCIETA'
3 novembre 2011
Complimenti! 3
Forse un po' meno vivi, dato il mio stato d'animo tra l'affranto e l'infuriato per le notizie politiche di questi giorni, alla pubblicità di "Terre des hommes", nella quale un gioco di parole vorrebbe che 'abusassimo' del numero di telefono per inviare sms (e basta con il criptosovvenzionamento alle compagnie telefoniche!) per aiutare i bambini abusati... e all'annuncio per gli abitanti di La Spezia circa il decoder: stanno pensando e hanno bisogno proprio di questa innovazione in Liguria in questi giorni!

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SOCIETA'
31 ottobre 2011
Complimenti! 2
Sempre vivissimi al conduttore di "Quarto grado" che ha concluso la trasmissione la scorsa settimana dicendo che si augurava di averci fatto trascorrere una buona serata.
La trasmissione, già di per sè inquietante, aveva trattato anche i casi di Sara Scazzi e di Melania Rea...

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SOCIETA'
29 agosto 2011
Complimenti!
E pure vivissimi a uno dei giornalisti che è stato preso in ostaggio in Libia e che, liberato, in un'intervista al Tg1 ha affermato che la guerra lì è violenta e carica di odio (o giù di lì)!
Vorrei spiegasse quando una guerra non ha tali caratteristiche...
Ah, già: altrove la nostra guerra è 'missione di pace'!

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21 giugno 2011
Prendiamo la Parola
 Meditazione Giovanni 1,1-5


La Bibbia comincia con la Genesi, la creazione del mondo; l'Evangelo è l'annunzio della nuova creazione: l'una e l'altra sono opera della Parola creatrice di Dio.

La Parola: in tutta la Bibbia è lo strumento col quale Dio comunica la sua volontà, annuncia i suoi piani, annuncia la sua legge.

È dunque parola efficace, parola che compie un'azione: ecco perché in alcune traduzioni "Parola" è sostituita da "Verbo": "In principio era il Verbo…" e qualcuno scherzandoci, anche con un po' di amarezza nell'osservare i comportamenti umani, ha continuato " In principio era il Verbo…ma poi vennero certi soggetti!"

La Parola: verbo che è azione, dunque, e che soprattutto CREA, che è sorgente di vita.

È da notare, appunto, che gli ebrei attribuiscono il verbo "creare" esclusivamente a Dio perché unica sorgente di vita: l'essere umano può fare, elaborare, costruire, compiere, realizzare…ma non creare dal nulla e dare vita, anzi, molte volte non soltanto l'essere umano non fa nulla di buono e di positivo, ma è addirittura facitore di morte.

Però, devo dirvi la verità, non credo sia giusto, dopo aver costatato questo, annullare totalmente l'opera umana etichettandola come peccaminosa, malvagia.

Siamo pur sempre creature di Dio, Dio stesso si è fatto umano in Gesù, e pertanto siamo e dobbiamo essere capaci di fare qualcosa di buono, di costruttivo.

Siamo, evvero, dei 'soggetti' anche a modo nostro, ma quando recuperiamo positivamente quella soggettività in funzione dell'altro o dell'altra allora davvero rispettiamo e facciamo risplendere il nostro essere "immagine di Dio".

C'è chi fa del volontariato, chi lavora mettendo a disposizione i propri doni nella comunità dei credenti, chi fa attività politica con senso etico e responsabilità…

Le nostre attività sono molte e diverse fra loro, e differenti sono gli interlocutori e i luoghi in cui esprimiamo il nostro impegno.

Tutto ciò è una ricchezza per le nostre Federazioni (di chiese, di giovani, di donne) e per la società più in generale: tuttavia il rischio è che la ricchezza delle nostre esperienze personali possa trasformarsi in frammentazione.

Infatti, non è detto che quando ci incontriamo, anche in occasioni come un convegno o il culto domenicale, ci capiamo: è possibile che le parole che usiamo significhino per chi parla e per chi ascolta cose molto diverse. Specie quando, e siamo bravi a notarlo, le parole restano parole e non si traducono in azione, che cristianamente noi definiamo TESTIMONIANZA che altro non è che AGIRE INSIEME le parole della fede.

Agire insieme…: 'è una parola!'

Quante volte entriamo in conflitto proprio per i differenti modi di vivere la nostra fede; quante volte questo conflitto dura nel tempo e si inasprisce invece che essere mediato e affrontato in maniera costruttiva.

L'azione, sorelle e fratelli, si coniuga al plurale e presuppone il fatto che persone uguali nei diritti e distinte nella reciproca alterità si incontrino in uno spazio e in un tempo comune.

Agire insieme vuol dire manifestare chi si è, mostrare la nostra identità, giovani adulti anziani, in un rapporto paritario intrecciando le nostre storie.

Agire insieme, perciò, è anche capacità di dare inizio a qualcosa di nuovo, a nuove relazioni, a nuove storie, anche a un'umanità nuova!

Un'umanità non diversa da quelle che siamo già, ma un'umanità nella quale le persone diventano donne e uomini.

Questo cambiamento avviene imparando a vivere insieme ad altre persone senza stravolgere la nostra umanità a favore di una diversa.

Dio in Cristo diventa uomo (la Parola fatta carne) perciò non ci viene chiesto altro che diventare donne e uomini: Dio non ha fatto altrimenti.

"Come Cristo prende forma fra noi oggi e qui?" si chiedeva Bonhoeffer. E continuava dicendo "Chi vede Gesù Cristo vede Dio e il mondo. Conoscere e non disprezzare l'uomo reale è cosa possibile grazie al fatto che Dio è diventato uomo. Da Gesù Cristo trae origine la conformazione di un mondo riconciliato in Dio."

Sorelle e fratelli, amici e amiche, nell'umanità che già siamo riconosciamo un'umanità parziale ma ricca, che cade e si rialza (e pernso, per esempio, con gioia al risultato degli ultimi referendum!), che ha paura ed è coraggiosa, eppure è un'umanità con la quale Dio si è riconciliato.

Iniziamo, perciò, o continuiamo a raccontare la nostra storia, viviamo e condividiamo questa narrazione con gli altri, agiamo insieme, mediamo i conflitti, diveniamo un'umanità nuova, rinnoviamoci, convertiamoci vivendo pienamente l'annuncio del Regno di Dio.

Prendiamo la parola. Ma lasciamo che la Parola prenda noi per essere la luce del mondo. Amen!


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permalink | inviato da marginia il 21/6/2011 alle 10:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
25 gennaio 2011
Come siamo... conciati male!

     Il Sud Africa, chiamato spesso la nazione dell'arcobaleno, è rispettato in tutto il mondo per il suo impegno nel periodo successivo all'apartheid contro le discriminazioni. E' stato il primo paese ad aver dichiarato fuorilegge nella sua Costituzione la discriminazione su base sessuale. Ma solo a Città del Capo l'organizzazione locale Luleki Sizwe ha registrato più di uno "stupro correttivo" al giorno, e l'impunità regna sovrana.

    Lo "stupro correttivo" si basa su un'opinione falsa e oltraggiosa per cui una donna lesbica se stuprata può diventare eterosessuale; tuttavia questo crimine efferato non è neppure classificato come crimine d'odio in Sud Africa. Le vittime sono spesso di colore, povere, lesbiche ed emarginate. Ma neppure lo stupro di gruppo più l'omicidio di Eudy Simelane, l'eroina nazionale e campionessa della squadra di calcio femminile del Sud Africa, ha potuto ribaltare la situazione. E proprio la scorsa settimana il Ministro Radebe ha insistito che il motivo è irrilevante in crimini come lo "stupro correttivo".

    Il Sud Africa è la capitale dello stupro nel mondo. Una ragazza che nasce in Sud Africa oggi ha più possibilità di essere stuprata che d'imparare a leggere. E' stupefacente: un quarto delle ragazze in Sud Africa è stuprato ancor prima di compiere 16 anni. Molti fattori possono spiegare questo abominio: il maschilismo (il 62% dei maschi sopra gli 11 anni ritiene che costringere qualcuno a fare sesso non sia un atto di violenza), la povertà, abitazioni stipate, uomini disoccupati e privati del diritto di voto, l'accettazione da parte della comunità; inoltre, per i pochi casi che vengono denunciati con coraggio alle forze dell'ordine, una riposta penosa della polizia e sentenze lascive.

    Questo accade in Africa, dove regna povertà, patriarcato, omofobia e dove è urgentissimo un programma governativo per cominciare una conversione nazionale che potrebbe spostare i comportamenti pubblici nei confronti dello stupro e dell'omofobia in Sud.
https://secure.avaaz.org/it/stop_corrective_rape/?vl


    Noi siamo un po' più avanti in quanto l’organo di controllo ha ritenuto il calendario commissionato a Toscani  dal Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale  (http://unionedonne.altervista.org/index.php/comunicati/2011/366-vera-pelle-conciata.html) una comunicazione offensiva della dignità della persona, in quanto il corpo femminile viene equiparato alla “pelle conciata”, ovvero sia ad un prodotto che ad un animale, ovvero un animale ucciso, sezionato e trasformato in prodotto di lavorazione, rilevando pertanto il contrasto con l’art. 10 del Codice, secondo cui “la comunicazione commerciale deve rispettare la dignità della persona umana in tutte le sue forme ed espressioni”.
    Il Comitato ha altresì rilevato la violazione dell’art. 1 del Codice “La comunicazione commerciale deve evitare tutto ciò che possa screditarla”, ritenendo il messaggio un esempio di forma comunicazionale che danneggia il credito dell'istituzione pubblicitaria nel suo complesso considerata. (Isitituto Autodisciplina pubblicitaria www.iap.it)

    E per il resto? Quale 'organo di controllo' si pronuncerà e ci libererà da questa dittatura della pornodemocrazia?


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politica interna
13 dicembre 2010
Il “tradimento” delle signore deputato che aspettano un bambino

Per la prima volta la strategia dei partiti le guarda con sospetto. Finalmente protagoniste, succede ogni morte di governo. Fino a poco tempo fa a Montecitorio non avevano diritto nemmeno a una vera toilette confinata sopra una scala a chiocciola così diversa dai bagni eleganti degli onorevoli maschi

13-12-2010

di Giancarla Codrignani 

Tre parlamentari non sanno, perché sono prossime alla maternità, se potranno partecipare a una di quelle votazioni che un tempo il PCI segnalava come “senza eccezione alcuna”. Montecitorio (e ancor più il Senato) è fabbricato per escludere le donne. Pensate che le toilettes dei maschi sono a piano terra, ristrutturate anni fa con marmi del Portogallo; quelle femminili sono, dietro l’aula, vi si accede per una scaletta ricurva e sono ambientalmente spartane. Quando la Camera è chiusa, le signore o trovano appena il sapone o addirittura la porta chiusa (una volta, il giorno della chiusura estiva, esausta e abbruttita, non vedevo l’ora di arrivare in aeroporto e dovevo assolutamente lavarmi i capelli: bagni chiusi. Andai nel salone dei maschi, dove i barbieri non mi volevano ammettere…). Che le donne non siano legittimate come “genere” lo dimostra la maternità nelle istituzioni. La mia “compagna di banco” ebbe una figlia: la gravidanza passò nella più rigorosa indifferenza (ovviamente le colleghe si informavano). Un giorno – lo stato era ormai evidente dietro l’abito che cadeva lento – le stavo chiedendo come stava e un compagno che aveva sentito si fermò per chiedere se era ammalata: richiesto di vedere l’evidenza, tranquillamente rispose che pensava a una nuova moda… Senza parole, vero?… Quello che sta capitando a Bongiorno, Cosenza e Mogherini fa comprendere che siamo ovunque delle cattive lavoratrici: in Parlamento come in fabbrica la gravidanza è “una malattia”. Necessaria, dunque, una legge per le donne nelle istituzioni (anche a Bologna l’assessore Simona Lembi in Provincia non trovò alcuna norma specifica); ma soprattutto non pensiamo che si tratti di una “leggina”. Si tratta di fare “cultura di genere” di donne che non possono essere così omologate da rinnegare che la nascita di bambini e bambine è evento politico-cultrale prima che sociale e non separabile dalla specificità della madre, che va tutelata nel corpo – da non mettere a rischio – e nei diritti conseguenti al debito che la società intera contrae con la donna per l’immissione di un nuovo, una nuova presenza umana. Mai più si dica malattia ad una gravidanza.


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POLITICA
4 dicembre 2010
Da firmare per fermare!
 
Logo della campagna europea "End FGM"


Firma un petalo di rosa contro le mutilazioni dei genitali femminili

Circa 500.000 donne e giovani donne in Europa soffrono per tutta la vita le conseguenze delle mutilazioni dei genitali femminili. Sostieni la campagna europea "End FGM" contro questa pratica crudele. 

http://www.amnesty.it/appello_mutilazioni_genitali_femminili

Contro la mortalità materna

La mortalità materna spezza e impoverisce intere famiglie e lascia centinaia di migliaia di bambini senza l'affetto materno. È uno scandalo per i diritti umani e deve essere fermata!

http://www.amnesty.it/firma-contro-la-mortalita-materna

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